
memorie di mondi notturni
Graziano Staino
LIBRO 10.00€
Black Books
www.blackbooks.it
Memorie di mondi notturni è una monocromatica storia a fumetti realizzata da Graziano Staino. Vi prendono forma in inquietanti atmosfere sogni ed incubi raccontati a Staino da artisti della scena musicale italiana. Il filo conduttore del libro è una misteriosa figura che cerca disperatamente di svelare la sua origine ed il suo destino tramite indizi e tracce create dallo scrittore Dario Honnorat. Hanno partecipato al progetto Manuel Agnelli Cristina Donà, Marco Morgan Castoldi, Piero Pelù, Francesco Bianconi, Meg, Enzo Moretto, Simone Cristicchi, Irene Grandi, Paolo Benvegnù, The Niro, Stefano Bollani, Cristiano Godano, Cesare Basile.
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watershed
DVD price 5.00€+spese spedizione
un video di graziano staino
musiche di alessandro asso stefana
durata DVD 14 min.
Produzione 2009
recensione
scrutare l’oscuro di Donatello Fumarola
Scrivo da dentro una nuvola. Non è un’invenzione poetica, è che il posto in cui mi trovo mentre scrivo (un villaggio in montagna al centro della cina) è invaso dal passaggio costante delle nuvole, che attraversano i cortili delle case, ti scivolano sotto le gambe; apri gli occhi e sono lì, pronte, a distillare piccole gocce d’acqua su ogni cosa, a penetrare ogni cosa rendendola opaca. Sai che al di là della coltre densa c’è un albero, una casa, un palo della luce, la montagna, vicinissimi, e non li vedi. Le immagini di Graziano Staino sono un po’ questo: filmate da dentro una nuvola.....Rivelarne la fattura, semplice e geniale, di puro artigianato (vasche d’acqua, luci, sostanze organiche, persone), non ne rivelerebbe la natura (come se sapere come James Cameron fa a mostrarci il Titanic che affonda aggiungesse qualcosa alla nostra visione o alla comprensione - come se la tecnica potesse ‘spiegare’ o ‘rivelare’ un senso altro dalla propria vocazione funzionale). Quello che vediamo nelle immagini di Staino sono macchie oscure che emergono da bagliori opachi di luce; e è il tempo stesso (entità amorfa, morfologia molle sospesa in un movimento indecifrabile) a rivelarsi. A rivelarsi nuvola. Difficile (impossibile? patetico? risibile?) decifrare un senso (forse i mille sensi le mille direzioni delle particelle che galleggiano e si spostano come fossero continenti alla deriva, o schegge di visioni ancora da venire). Non so cosa ci sia al di là (delle nuvole, delle immagini). Se l’Ophelia di Staino viva sospesa nel limbo del proprio avvenuto suicidio, se sia solo un fantasma, o se nelle Minute stanze (un operina minimal-musicale di qualche anno fa) ci sia veramente qualcosa, magari l’allestimento barocco del finale di 2001 odissea nello spazio dissimulato disciolto dalle lacrime di Bowman che dopo aver attraversato l’infinito non sia più in grado di vedere nulla. Non so in questo Water Shed cosa si vede (quel che resta di una visione?), e se il “water” del titolo non sia da intendersi magari per “cesso”, e se il “shed” sia il disfarsi, il lasciar cadere, l’uccidere, o sia una tettoia, un capannone, o un riparo per il bestiame (come indica il dizionario d’inglese); l’unione dei due, le diverse possibilità di traduzione ognuno può scegliersele e inventarsele da sé.....Direi che quelle di Staino, più immediatamente di altre, sono immagini che si sentono, si ascoltano, come la musica (e è giusto che sia una rivista di musica a diffonderle; anche perché generalmente c’è una visione direi preistorica del cinema, o comunque con paraocchi spaventosi, e un oggetto anomalo come i piccoli stupendi film di Staino, queste sue ‘miniature’, nessuno saprebbe dove metterli - cosa sono “videoarte”? “cinema d’avanguardia”? i deliri di un cieco? le visioni di un mistico? gli esperimenti di un teatrante insoddisfatto della scena?). Allora, dicevo, non è un caso che si legano alla musica, talvolta più espressamente al video musicale (Staino ne ha fatti diversi per alcuni gruppi rock italiani, tra cui gli ultimi Afterhours), ai musicisti che spesso e volentieri (o costretti dalla sua ostinata e giocosa insistenza) compongono la tessitura sonora dei suoi film. Immagini suonate con gli occhi - gli occhi di un (quasi) cieco, di qualcuno costretto a scrutare l’oscuro (solo l’oscuro si lascia scrutare, ce lo mostra Philip Dick, o i mistici medievali, il mito della caverna platonica, o più semplicemente ce lo mostra il cinema).....